Barbara Fabrizio - Dove le parolediventano mondi

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I racconti più significativi

NON CHIAMATELO AMORE - Edizioni Smasher, marzo 2026

Questa antologia nasce dall’ascolto, dal confronto e dalle voci del Collettivo Creativo Latina. Il tema che attraversa queste pagine è la violenza di genere, esplorata in tutte le sue forme: dalla dimensione domestica alla diffusione non consensuale di materiale intimo, dal femminicidio agli abusi sul luogo di lavoro, fino a quelle manifestazioni più sottili e spesso invisibili che si annidano nelle relazioni, nel linguaggio, nelle dinamiche di potere. Questo lavoro si configura come offerta e sostegno alla Rete Nazionale Antiviolenza “Frida Kahlo” APS ETS, realtà fondamentale di ascolto, protezione e rinascita. Partecipare a questo progetto ha significato, per tutti, trasformare la scrittura in un gesto concreto di responsabilità e vicinanza, reso possibile dalla generosità di chi ha scelto di esporsi, di mettere in gioco la propria voce e le proprie parole per una causa giusta. A tutte le autrici e a tutti gli autori va il più grande ringraziamento: per aver donato i loro racconti, il loro tempo e la loro sensibilità, trasformando l’atto narrativo in un atto di partecipazione consapevole.

Il mio racconto: LA CURA

Il protagonista, Matteo, esercita un controllo sottile e costante su Laura, la sua compagna, mascherando la sua manipolazione dietro una facciata di premura e “protezione”. Questo comportamento è emblematico delle dinamiche di violenza psicologica e di genere, dove il potere si manifesta non solo attraverso atti espliciti, ma anche tramite la limitazione dell’autonomia e della libertà dell’altra persona.

Il racconto mette in luce come la violenza di genere non sia solo fisica, ma possa manifestarsi attraverso la manipolazione psicologica, la limitazione delle scelte, l’isolamento sociale e la distorsione della realtà. Matteo si presenta come “eroe” e “unica certezza” di Laura, ma in realtà la sua cura è una forma di controllo che annulla la soggettività e la libertà della compagna.

Il testo è un esempio potente di come la manipolazione possa essere esercitata sotto il velo dell’amore e della protezione, diventando una forma di violenza di genere che mina profondamente l’identità e la libertà della vittima. Sottolineare questi aspetti è fondamentale per riconoscere e combattere le dinamiche tossiche e abusive nelle relazioni.

LA PERDITA - Edizioni All Around, giugno 2023

“La perdita” è un'antologia di sette racconti, scritti da autori diversi, che ruotano attorno a questo perno centrale: il concetto di perdita in senso lato. Il tema è stato declinato con varie sfumature da ciascuno degli autori, abbracciando le più disparate variabili. La perdita è stata intesa come morte, sofferenza, mancanza, malattia...e come forza, come grido, come slancio verso la vita e verso la giustizia. In poche pagine sono stati catturati una miriade di colori nati dal nero e di voci partorite dal silenzio, con la speranza che queste parole possano lasciare segni che vanno oltre la carta e l'inchiostro.

Il mio racconto: RITORNI

Ritorni è un racconto intenso e delicato che esplora il legame tra memoria, perdita e desiderio di restare aggrappati a ciò che non c’è più. Al centro della storia c’è Nora, una giovane donna sospesa tra un presente doloroso e un passato che continua a richiamarla con forza, attraverso immagini, luoghi e affetti che sembrano ancora vivi.

Il mare diventa lo spazio simbolico in cui i ricordi riaffiorano: non è solo uno scenario naturale, ma un confine sottile tra ciò che è stato e ciò che deve ancora essere accettato. In questo luogo, il dialogo con una presenza fondamentale della sua vita assume un valore profondo, fatto di complicità, tenerezza e non detti.

IL CAMMINO DELLE STREGHE - Edizioni All around, ottobre 2022

Il Cammino delle streghe accompagna il lettore lungo un percorso che attraversa le 20 regioni italiane alla scoperta di storie e leggende di donne/streghe della penisola italiana valorizzando la ricchezza culturale e paesaggistica del territorio. Ogni autore, spaziando dal medioevo fino al contemporaneo, ha fornito una sua personale interpretazione sempre mettendo al centro della narrazione la figura femminile insieme alle sue lotte e conquiste più faticose.

Il mio racconto: IL FANTASMA DAGLI ZOCCOLI DI LEGNO

Sono da poco passate le nove, la routine serale si sta consumando tra piatti lavati e notizie in sottofondo. Giuseppe, immerso nel suo videogioco, non riesce però a distogliere la mente dall’avventura che lo attende quella notte. Un piano, nato quasi per gioco tra amici, si è trasformato in una vera e propria missione: esplorare il mistero della Zucculara, la leggendaria presenza che, secondo i racconti, infesta le notti del quartiere.

La squadra è composta da tre ragazzi, ognuno con la propria storia e i propri soprannomi: Gerry, il più grande e apparentemente il più coraggioso, Manu, trasferitosi da poco e ancora poco convinto, e Giuseppe stesso, il narratore. Tra battute e tensione, la preparazione si svolge con cura: torce, crocifissi, e persino un rilevatore di presenze occulte vengono infilati nello zaino, mentre la notte si fa sempre più fredda e silenziosa.

Quando finalmente si ritrovano davanti al Teatro romano, la paura si insinua tra i ragazzi, ma nessuno vuole tirarsi indietro. La leggenda della Zucculara, tramandata da generazioni, sembra più reale che mai: ogni primo venerdì del mese, a mezzanotte, qualcuno bussa alla porta di Manu, lasciando dietro di sé solo risate lontane e il suono inquietante di zoccoli di legno. Ma quella notte, qualcosa di diverso sta per accadere.

Tra ombre, rumori e tensione crescente, i ragazzi si trovano faccia a faccia con una figura misteriosa, una donna dalla presenza inquietante e dagli occhi carichi di sofferenza. La realtà si confonde con la leggenda, e ciò che accade da quel momento in poi cambierà per sempre il modo in cui vedranno il mondo e se stessi.

USCIMMO A RIVEDER LE STELLE - Edizioni All Around, marzo 2021 (eBook) 

Diciassette racconti di autori esordienti che estraendo un verso a proprio piacimento dalla Divina Commedia hanno costruito un racconto richiamando il significato eccelso del verso stesso. Storie noir, fantasy, distopiche, dolorose e romantiche compongono l’antologia. L’allegoria dantesca è qui attuale e avveniristica.

Il mio racconto: OR LE BAGNA LA PIOGGIA E MOVE IL VENTO

Il racconto, narrato in prima persona da Costanza, si apre con il ricordo di un amore perduto, vissuto in una primavera tumultuosa che ha segnato la sua esistenza. La storia si svolge in una campagna misteriosa, dove la protagonista si trasferisce dal nonno Virgilio, figura protettiva ma anche superstiziosa, che la mette in guardia contro due enigmatiche ragazze che passeggiano ogni sera sotto la pioggia.

La narrazione si tinge subito di atmosfere magiche e inquietanti: il nonno parla di streghe, di superstizioni locali e di rituali per proteggere la casa. Ma la curiosità e il desiderio di amicizia di Costanza la spingono a infrangere i divieti, portandola a incontrare Sveva, la giovane dai capelli biondi e dagli occhi di diaspro, capace di comunicare senza parlare e di compiere prodigi che sfiorano il soprannaturale.

Il racconto si sviluppa tra corse notturne a cavallo, paesaggi immersi nella pioggia e nel vento, e una crescente complicità tra le due protagoniste. L’amicizia si trasforma in un sentimento profondo, ostacolato dalle paure della comunità e dalla presenza oscura di Clementina, la seconda ragazza, legata a forze oscure e a rituali di sabba.

IL NATALE È SERVITO - Edizioni All Around, dicembre 2020 (eBook) 

L’antologia “Il Natale è servito” è nata dall’incontro di sedici allievi che frequentano i laboratori di scrittura creativa di Rossana Carturan. Racconti dal noir al fantasy, dalla favola alla fantascienza, dalla seduzione alla narrazione introspettiva. Ironia, comicità e buoni sentimenti.

Il mio racconto: PASTIERA

Antonella, immersa nella quiete della sua casa durante le festività, si trova a riflettere sulle relazioni familiari e sulle tradizioni che scandiscono il tempo. Un invito inaspettato la mette di fronte ai suoi sentimenti e alle abitudini che, anno dopo anno, si ripetono con la stessa dolcezza e malinconia. La preparazione della cena diventa un momento di condivisione e memoria, dove ogni piatto racconta una storia e ogni gesto richiama ricordi d’infanzia. Tra dialoghi affettuosi e piccoli gesti quotidiani, la protagonista riscopre il valore dei legami e delle tradizioni, lasciando che i sapori e i profumi della cucina napoletana facciano da filo conduttore a una serata speciale, ricca di emozioni e di calore umano.

LETTERE AL FRONTE - Edizioni All Around, febbraio 2023

Un colossale NO alla barbarie della guerra

Quella che state per leggere è una raccolta di emozioni. Un colossale NO alla barbarie della guerra.
È bastato un appello su WhatsApp alla comunità di autori e amici di All Around. Tutti hanno immediatamente risposto, altri si sono aggiunti e se il numero crescerà ci saranno altre edizioni, elettroniche, di questo libro.

La coda di un inverno cattivo, un anno fa, ha infilato l’umanità dritta nell’incubo. La maggioranza fra i vivi nel mondo occidentale non aveva memoria della guerra, come appena dodici mesi prima non aveva memoria della pandemia.
Ciò che non sembrava possibile è avvenuto e sta avvenendo. Sta sovvertendo tutte le certezze di aver costruito un mondo malandato ma di pace.

Fermarsi un attimo a riflettere, scaricare emozioni e paure attraverso la parola scritta può rendere più consapevoli.
Liberarci dall’incubo e darci la forza di sperare in una prospettiva di pace. Come dovrebbe quindi essere il mondo che i più giovani ci chiedono di costruire.


Il mio racconto: LA CHITARRA E IL FUCILE

Il racconto è una lettera scritta da Alina al fratello Juri, partito per la guerra un mese prima. La voce narrante, fragile e intensa, ripercorre i giorni precedenti alla partenza, il dolore dell’assenza, la promessa di partecipare a un concorso di poesia, il ricordo della chitarra “Lola” che Juri amava suonare e che ora giace inutilizzata sul suo letto. La guerra ha strappato via la normalità, lasciando solo ferite e nostalgia: le mele non hanno più sapore, la casa è vuota, la musica è silenzio. Alina rievoca la forza e la vulnerabilità del fratello, il suo sogno di suonare davanti a milioni di persone, il suo rifiuto di imbracciare un fucile, la sua disperazione nascosta e il coraggio mostrato alla famiglia. La lettera si chiude con una preghiera: che Juri, ovunque sia, possa ritrovare una chitarra e suonare per gli angeli, libero dalla violenza della guerra. È una lettera che vibra di dolore e di bellezza, che ci ricorda quanto sia preziosa la musica della vita, anche quando tutto sembra perduto.

Barbara Fabrizio
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